parto per un pò. non scappo, anzi. vado a ricaricarmi-ricaricarci di strade deserte, di tempo senza fretta, di assenza di assenza di realtà.
vado a riappropriarmi di me stessa in quella forma che tutti trascuriamo troppo: relax dell'anima, contro il conitnuo fare e correre. Libertà di muoversi contro il traffico delle strade. Natura e aria aperta contro queste pareti grige.
abbiamo tutti un pò bisogno di ricaricarci di vita e di esperienze, di contatti e di novità.
torno presto, magari questa volta con anche un pò più di colore sulla pelle bianca.
voglia di scrivere cose assolutamente assurede in questo venerdì pomeriggio grigio e solo.
la testa ride leggera di una festeggiamento tutto meritato ieri con vino bianco, spumante e pizza salsiccia-cipolla.
la felicità ieri ci è stata, era nostra, era un diritto maturato nel tempo.
siamo piccole, ma siam fetenti!
ed è la nostra forza.
un pò preoccupante quanto tante di noi rimangano attaccatte a questa routine...
preoccupante per l'età che abbiamo, per la sicurezza che ci dà, per l'adrenalina che ci procura.
preoccupante perchè alla fine ci fà tremendamente sentire giovani e noi abbiam proprio bisogno di questo.
c'è da dire ...che le vecchie, picocle e fetenti sono le prime in classifica!
yupppiiiii
una tigra un pò provata e spelacchiata si aggira furtiva e silenziosa tra la giungla.
osserva, e avanza con le zampone immense sull'eraba, con le spalle vicine, che si alzano ed abbassano ad ogni movimento.
lei avanza, guardinga. osserva, annusa, ascolta e tace.
avete mai sentito la tigre?
il periodo non è buono per nulla, ma nella perenne sidrome di pollyanna ogni cosa si supera e non ci si può lamentare. ed è anche giusto così.
rompe solo un pò le scatole...la tigra non è più una giovincella...ci si rimbocca il pelame dalle zampe, ci si arriccia un pò i baffi, ci si lecca un pò il pelo...e poi via, senza piangere...senza parlare, senza pensare.
"...ma come si fa senza vedere quella luce negli occhi..."
già come si fa a dare da mangiare all'anima, come si fa a continuare a sentire la mente che vive, i pensieri che evolvono, la passione per la vita che si alimenta..
già come si fa ?
a cercare l'energia per affrontare questo mondo, come si fa a ricaricarsi di cose impalpabili, effimere, leggere e profonde...
come si fa a vivere senza queste emozioni...
come si fa a cogliere quegli odori, quei ricordi, quelle sensazioni che ti fanno vedere costì tremendamente colorato questo mondo ?
...ma come si fa ?
gisuto, perchè io non sono generlamente ironica oggi sto inventando completamente tutto il mio lavoro.
e proprio perchè non sono ironica, ma puntiglosa, precisa, volenterosa, questa cosa mi urta non poco.
non so inventare, non so mentire, non so fare le cose in questo modo. vedi anche il concetto che non riesco a fare cabò!
tralasciando la mia orma passata esperienza scolastica devo trovare la chaive di accesso a questo nuovo e "divertente" modo di lavorare...
...inventiamo...prendiamolo alla leggere, cerchiamo di far si che lo stosso far buon viso a cattivo gioco è esso stesso parte essenziale di questo lavoro in questo momento.
mi pagano anche per questo, giusto? quindi resettiamo il mio concetto di serietà, di impegno e di dedizione e lasciamo spazio, domani, a delle belle risate quando verrà fuori un gran casino!
olèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè
...miglior pubblicità:
1 angelo, 200 diavoli.
e mica perchè mi descrive così bene oggi....
...probabilmente sto studiando il territorio, ma più che altro il tempo. il tempo singolo e quello comune che si accavalla e che si incontra nei corridoi e nelle ore più soleggiate.
devo creare una quarta dimensione, un'alternativa alla profondità di chi sono, alla base che mi sostiegne e all'altezza che mi piacerebbe raggiungere; uno spazio diverso dove queste cose combaciano e galleggiano in mare di luce e gioia e serenità.
.".e per fortuna che qualcuno c'è...dove c'è musica, risate, colore e odori..."
"...divento pantera quanto sto male,
quando non riesca a farti avvicinare, perchè non mi fido di te.
divento pantera quanto il mio istinto sa che non sarai in grado di accogliermi facendo largo tra il tuo egoismo, la tua attenzione a te stesso, la tua innata propensione al lamento.
divento pantera quando so che non sarò, nel mio dolore, al centro della tua attenzione.
divento pantera quando mi lecco le ferite, quando mi accovaccio al buio per combattere da sola un buio dentro al quale non ti faccio avvicinare.
divento pantera quanto non voglio che mi aiuti. quanto vogli crogiolarmi nei miei pensieri, nel turbino delle mie emozioni, in quel qualcosa così denso che mi stringe la gola e mi fa piangere in silenzio.
lìe allora ti guardo, con gli occhi che parlano, con i nervi tesi pronti a scattare, ti guardo e vorrei solo mi capissi, mi accarezzassi, cercassi piano di avvicinarti ai miei pensieri..."
per te che sembri così contenta di vivere questa vita
per te che sei così colorata, solare, frikkettona
per te che sogni di continuo, che continui a vivere nei sogni.
...per te..che poi è per me.
..quella ferita ha spezzato il contatto. alla vista lei ha spento il cuore, ha cacciato dentro quello che era e ha buttato la chiave. probabilemente si farà un altro tatuaggio. probabilmente smetterà di guardare le foto, di ripensare, di dondolorasi felicemente nei ricordi.
non si stupisce ormai della stupidità...dell'infelicità, dell'autolesionismo, è la benzina di tanti.
torneranno anche quei negativi.
perchè hanno un senso e un valore.
e sai che cosa c'è...?
che non c'è più bisogno di giustificare nulla.
siete mai stati su una "chiusa-diga" nel bel mezzo della pioggia?. io si, ci sono andata ieri ...guidata da non so che cosa, sola soletta su quella stradina deserta, prima di entrare al lavoro, prima si rimettermi a sedere per produrre..volevo solo fare foto.
è stata una cosa inquietante. il rumore è assordante, la luce grigia e l'acqua che cade cattiva ad un dislivello di non so quanti metri mi ha stordito.
ero all'erta e paurosa.
ero vigile, osservatrice, con l'orecchio teso a cercare chissà che cosa in quel frastuno.
mi guardavo intorno come se fossi spiata, poi fotografavo, mi giravo osservavo tornavo ad oservare il mondo intorno e poi tornavo a fotografare.
ho capito che il non "sentire" perchè coperto dal fragore dell'acqua cancella zittisce un mio senso e quindi mi metto all'erta.
le foto fan schifo, i coloiri pessimi, l'acqua marrone e schiumosa.
e non so ancora perchè ci sono voluta andare...mah ????
faccia-libro, mi aveva quasi rapito..poi per fortuna il datopre di lavoro mi ha salvato, bloccando ogni contatto con il mondo esterno adesso lavoro-lavoro-lavoro e mi disintossico da tutti i contatti astratti della rete....
MA CHE PALLE !!!!!!!
ufffff.......comunque, forse adesso avrei anche davvero poco tempo per viaggiare in rete...non parlerò di lavoro e di tristezza, perchè almeno fuori vedo il sole, la primavera è alle porte così come la mia allergia.
gli ormoni, si sveglieranno ????
ahahahahah.....
intanto faccio pilates in DVD perchè non riesco più ad andarci.
intnato ho passato tre giorni a rimepirmi la pancia di cibo e gli occhi di montagne innevate.
intanto ho voglia di coccolare il mio topino che ormai povero bisogna che si metta a posto che è un vecchio!
intanto mi preparo a fare la zia...di molti e molti nipoti...
intanto mi godo questa mattina che sembra di essere al mare, con la luce ancora soffosua e il frescolino che ti sveglia..
vado a vedere se alla macchinetta del caffè c'hanno il bombolone fritto!!! yupppi!!!!
c'è qualcosa che ci richiama a noi stessi al bisogno. e mi si stringe il cuore nel sentire palpabile una mano allunga a salvarmi da questo clima di realtà. non voglio perderlo, perdere quel contatto, quell'aiuto che è sempre presente nell'illuminare la strada, nel ricordarmi chi sono, nel farmi vedere sempre che dentro ho qualcosa che amo di me.
i sogni, e le emozioni; l'amore per questi legami sottili che mettono sempre dei mattoni stabili nella fragilità della mia anima. l'estraniarsi da questa realtà, il tuffarsi nell'essenza più vera della vita, nei dubbi più amletici, nelle considerazioni più astratte.
mi si stringe il cuore...non voglio sia così. e non deve esserlo.
so che non lo sarà.
scrivo troppo poco e di solito è perchè sto bene. il lavoro fa schifo, il clima orrido, le incavolature costanti...ma ieri c'è stato un ma.
in questi periodi grigi di crisi e di smarrimento ieri dopo una bella chiacchierata ho proprio pensato che non ne vale la pena. che non ci posso fare nulla, che stiamo facendo del nostro meglio, che non abbiamo potere decisionale....e quindi ?
quindi possiamo solo sperare che ci sia una luce nuova in fondo a questo tunnel, che ci siano persone nuove e idee nuove.
io le sto cercando.
intanto finalmente il sole si fa spazio tra queste ininterrotte piogge. ci sono cuccili in arrivo da ogni parte e io mi preparo a fare la perfetta zia!
c'è ancora la neve sui monti che voglio andare a cercare.
c'è del tempo da prendere per stare con chi voglio.
c'è anche l'aroma di caffè da prendere con un sorriso in questo venerdì lavorativo.
ho scritto sulla pella con l'inchiostro nero qualcosa che volevo rimanesse fiero a ricordare che cosa sono.
sono aria, acqua, terra. VITA.
sono fierezza, dignità, bellezza, orgoglio.
sono sguardi profondi, sorrisi sinceri, pensieri nascosi, rabbia a fiori di pelle.
sono movimento.
onda sopra le onde, sabbia che sfugge di mano.
sono paura, aperta, sofferta, sputata, ringhiata, coperta, abbattuta.
sono pelliccia.
sono gialla.
sono verde...
felpata, affamata, ricercata.
sono tigra
zittiamo questo silenzio nel petto. quando l'aria diventa pungente e il fresco ricorda l'estate. il tempo fittizzio si espande a tuo piacimento, il vuoto spazio si riempie di nulla nel complesso.
l'union fa la forza diceva un saggio. ma l'esperienza ti porta a vedere ben diverse le cose, che sian così sempre andando più avanti, che sian così tristi davvero nel prossimo futuro ?
stavo scrivendo un post un pò cattivo, ma visto che ho fatto la quaresima di non arrabiarmi, bhè..l'ho cancellato. e sono sollevata.
se dio vuole mi sono tolta da quel giro malato e psicotico di gente negativa ed estremanete falsa.
mi fa male. e non posso permettermelo.
vado avanti lontanta da quei soliti discorsi, da quel cercare l'approvazione, dal far finta di niente in situzioni in cui dovresti solo sparire dalla vergogna.
il mio patagone ha ragione quando dice che si ripresenterà con i soliti sorrisetti, con i soliti ricordi di cose fatte insieme, con le battute esilaranti e con i messaggi di coinvolgimento nelle cose, come se non fosse successo nulla di diverso in questo lungo tempo trascorso. niente di niente.
ogni tanto non lo ascolto abbastanza.
ma almeno me ne sto fuori, lontanto da questa presenza negativa.
perchè in questo lungo lungo periodo alla fine ho capito che non ne ne vale la pena, che l'amicizia è altro, sostegno, presenza, discussioni, confidenza, fiducia. In questo lungo periodo ho capito che ci deve essere altro, che non sono capace di gestire l'invidia, i giochi di ruolo, l'accapparrarsi la fiducia in modo così sleale.
io voglio altro. voglio sentirmi bene. con me e in mezzo a tutti.
ogni tanto vado in stand-by. non c'è verso di riuscire a mettermi qui corretta e seduta a far quel che devo fare..lavorare. tra le carte mi perdo, non trovo più il filo, mi incanto a sfogliare le foto che ho nella testa.
e vado sempre più in dietro. nel tempo e nella mia vita.
in quelle occasioni che hanno fatto i miei ricordi più belli, tutti contenuti nella testa a essere ripescati così a caso ogni tanto.
e allora trovo di tutto. gli anni speniserati e fragili dove ho conosciuto l'amore e dove ho trovato tutto. tutto quello che mi ha dato la possibilità ora di amare, comunicare, fidarmi.
mi tornano in mente gli anni in cui non sapevo cosa fare, dove andare, dove l'unica cosa era essere accettata e intanto vivero mille esperienze meravigliose.
il divano e i puzzle.
le corse in corriere
i cabò e i ciucci
gli abbracci e le telefonate infinite
le litigate con tutti e il mio cuore che amava
i maglioni così grandi per tutti e due
le foto in bianco e nero nel parco
crescere insieme, sempre.
in un qualcosa di nostro e grande e forte e protettivo ed esclusivo e comprensivo e stretto.
adesso vorrei dire tanto a chi ho nel cuore stampato indelebile come i nostri tatuaggi.
ma so che non vorrebbe, perchè non vorrebbe sentire che cosa ho da dirgli.
che cosa sono ora, che cosa voglio, che vita vivo.
so che non lo vuole sentire.
perchè crede che sia diversa, ma sono sempre io. perchè crede che allontanarsi faccia respirare ma non soffoco. perchè crede che una volta prese certe strade non si torna indietro ma io invece mi lego al mio passato con tutta la forza che ho.
vorrei dirgli che sono felice. che è e rimane parte di me per tutto quello che siamo stati. perchè siamo così ora perchè abbiamo avuto la fortuna di vivere insieme cose invidiabili, amicizie stratosferiche, giornate intense.
perchè in quegli anni ho avuto la fortuna di trovare tanto, di dare tanto, di vivere tanto.
e avrei solo tanta voglia di dire grazie e di dire ci sono...ti voglio bene.
Perché vorrei vivere in serenità con la leggera di essere e non apparire,
perché vorrei crogiolarmi nel nostro tempo senza l’ossessione del fare e dell’avere,
perché vorrei sorridere di tutto quello che lungo il percorso ci può capitare.
Perché ci siamo e ci apparteniamo.
Perché insieme possiamo essere
Amici
Amanti
Compagni
Sognatori
Ribelli
Indipendenti
Arrabbiati
Sinceri
Ma soprattutto Liberi
di avere idee comuni vicine nella lontananza delle diversità
Perché i progetti non li chiamiamo con il loro nome
Solo per non credere di essere vecchi
Perché intanto facciamo e viviamo e ridiamo e sogniamo
Perché il nostro tempo è l’unica cosa che abbiamo
Perché stiamo andando da qualche parte senza costrizioni e senza pretese
Perché in fondo ci siamo noi
E ci bastiamo
Con tutto l’amore che posso, con tutta la speranza che voglio.
Mao..che vale più di un ti amo.
ho sognato che lo abbracciavo, che lo baciavo,e che niente...non trovavo niente in fondo al mio cuore.
poi ho sognato che scalavo una montagna alta con le corde e al mio fianco c'era lui, che mi sosteneva, che mi portava in giro ad affrontare e incontravamo lui che cosi freddo non aveva neppure il coraggio di guardarmi in faccia.
e affrontavo tutti come si deve fare per chi ha il carattere come il mio.
e intanto avevo le spalle coperte, le mani forti a sorreggermi, davanti il nulla.
nel sogno c'erano tante facce, c'erano tutte. come a chiudere i conti con i fantasmi del passato. come a scrivere il finale dei libri rimasti a metà, e adesso si volta pagina ed è tutta bianca.
credo che il mondo stia cambiando..almeno qui dove vivo.
cambierà qualcosa e speriamo sia positiva, speriamo in una sferzata di innovazione, di progeti, di speranza.
qualcosa cambia, senza preavviso, con lo smarrimento di una sitauzione irreale e impensabile.
vedremo,
io per ora ho già lontano questi giorni di lavoro, di neve fresca, di serate allegre, di scatoloni da spostare.
e riparto già.
voi statemi bene che vi penso, eh!
c'è un paese in silenzio, che si avvia piano accompagnato dal rumore dei passi sul selciato.
c'è un paese che ha una pagina di faccia-libro, che lo descrive in maniera così commuovente da essere quasi magico.
c'è un paese dove le mille faccie, le mille persone si conoscono tutte, con la simpatia e l'antipatia tipica delle piccole comuni.
in questo paese ognuno vive accanto all'altro;
in questo paesino dove la nebbia non arriva, dove il sole splende sempre, dove ognuno è immerso in un grande circolo che prende dentro i bambini, i giovani e gli adulti.
qui, adesso tutto si stringe attorno a chi non capisce.
tutto si stringe in un abbraccio caldo e silenzioso e discreto attorno a chi ha una ferita grande dentro al cuore.
ed è troppo giovane per poter credere che sopporti tanto.
c'è un paese dove tutti sono i figli di tutti. dove i fratelli sono i fratelli di tutti, dove l'età non conta in un serata attorno al bigliardino.
c'è un pease che ti cresce con tanta gioia, che ti lega alle persone..
e c'è un paese che si zittisce per ascoltare solo il cuore ferito di una piazza intera.
c'è un pease che non può capire, ma può solo esserci. fermo li tutt'intorno alle anime ferite, tutto intorno in cerchio a sussurrare che non si è soli, a riscaldare negli abbracci, nei sorrisi silenziosi, nelle mani strette e neglio occhi che si abbassano.
c'è un pese interno che fa il suo meglio, perchè il dolore non si trovi solo davanti a chi ha tanto da dare ancora e
da vivere....sopratutto per lei.
ci sono dei regali inaspettati che ti entrano nel cuore così all'imporvviso che ti fanno sorridere da sola.
una parola...baciarti.. che addirittura letta è una delle cose più dolci di questo prossimo natale.
magari sono io dargli una connotazione affettiva tutta mia. la carico di sentimento, di amicizia, di ricordi, di una parte di me che è stata e che rimane li nel cuore con una gioia immensa.
forse sono io a legarmi a questo sentire, che va oltre tutto, che è diverso da ogni cosa, che non è codificabile perchè effimero, leggero, impalpabile come un profumo.
è solo un concentrato di amicizia.
è un sapere che siamo complessi, depressi, entusisti, vecchi!
è una delizia avere vite così.
è una deliza guardarsi intorno nel cuore e vedere che abbracceresti di cuore certe persone.